Notizie Feudali

Continuando la ricostruzione dei dominatori di queste zone troviamo che ai longobardi successero i normanni. Dal 1064 al 1268 Monteroduni fece parte della Contea di Molise.
Ad essi subentrarono gli angioini, la Contea fu revocata e Monteroduni fu costituito in feudo ed affidato prima a Eustachio d’Ardicourt, fino al 1268, e poi agli Evoli, Conti di Trivento, che lo tennero fino al 1326. Poi Monteroduni fu tenuto dalla famiglia de Sus, fino al 1333, anno in cui re Roberto d’Angiò affidò il feudo a sua moglie, la regina Sancia. Dopo la sua morte Monteroduni fu di nuovo assegnato ai conti di Trivento fino al 1460. Dal 1464 al 1475 fu signore Giovanni Paolo del Doce, poi la signoria passò a Niccolò Gaetani.

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Nel 1503 il feudo passo in utilità alla famiglia D’Afflitto, originari del ducato di Amalfi, famiglia di grande lustro per aver dato valorosi cavalieri e grandi personaggi. I D’Afflitto tennero Monteroduni fino al 1668, ed in questo periodo emanarono gli Statuti di Monteroduni , che regolavano la vita e la comunità del paese. Significativa è la pandetta che regolava la tassa di pedaggio sul torrente Lorda; scolpita su due lastre di pietra attualmente murate all’interno del Castello Pignatelli.
Nel 1668 il feudo fu acquistato all’asta da Giovanni, della famiglia Pignatelli della Leonessa, famiglia napoletana di provenienza longobarda. La famiglia abitualmente risiedeva a Napoli, nel palazzo situato in un vicolo che ancora oggi si chiama Vico Monteroduni, non distante dal ponte di Chiaia.
Questa famiglia conservò il titolo di Principi di Monteroduni fino al 1806, anno in cui la feudalità fu abolita da Giuseppe Bonaparte.